Il secolo scorso Hannah Arendt scriveva che “la massa non vuole cultura, ma svago”.

Impossibile biasimarla direi. Lo svago e il divertimento sono facili, necessitano di poco impegno mentale e sono spesso attività passive, e quindi comode. La cultura, la lettura e lo studio necessitano invece di impegno attivo.

Era un secolo fa, ma poco è cambiato…

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Come facciamo quindi a rompere questo meccanismo? Come possiamo fare avvicinare TUTTI, non soltanto l’élite alla cultura? Forse l’unica risposta e l’unica soluzione (e quindi il traguardo dei nostri giorni) è quello di far passare la cultura attraverso lo svago

Pensiamo alle attività interattive all’interno dei musei, ai programmi televisivi ricchi di contenuti ma comunque di facile comprensione e accessibili a tutti, non solo ai cosiddetti addetti ai lavori. Tutti esempi che mostrano come la cultura possa rientrare nelle attività di svago. Eppure non bastano.

Dopo anni che colgo ogni occasione per scoprire il mondo e viaggiare per darmi varie risposte, mi accorgo che il modo migliore di avvicinare la parola “svago” alla parola “cultura”, è proprio il viaggio stesso. Il viaggio come vero e proprio percorso di conoscenza e come origine della curiosità.

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Il viaggio così come concepito da Ulisse.

Questa semplice risposta mi ha spinta ad accettare l’invito a partecipare al Salone della Cultura di Milano nel 2019. Un luogo dove potermi esprimere e poter esprimere questa rottura dell’idea che la cultura è noiosa e lo svago è al contrario divertente.

Non può e non deve essere così per nessuna ragione. Bisogna che questo pensiero cambi rotta e fare in modo di trovare divertimento nella cultura e viceversa.  Scegliere questa strada non significa per me voler semplificare o minimizzare il concetto di cultura, tutt’altro. Significa piuttosto trovare il punto d’incontro tra ciò che è ludico e la cultura intesa come conoscenza… e personalmente l’ho trovato nei viaggi.

Viaggiare significa scoprire qualcosa di nuovo e non noto o abituale ai nostri occhi e alla nostra mente. Lo slogan della North Face, noto brand dedicato all’abbigliamento e all’attrezzatura per escursionisti è proprio “Never stop exploring”, che tradotto significa “non smettere mai di esplorare”.

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Il mondo è ricco di sorprese che pochi libri sono in grado di raccontare nei dettagli della sua bellezza. Ed è una bellezza che non ci insegna nessuno ma che impariamo a goderne da soli. Dalla natura, alle popolazioni, alle opere architettoniche e artistiche, tutto è cultura, e allo stesso tempo tutto è svago. Svago nel senso più stretto della parola: viaggiare significa evadere e in qualche modo scappare.

Eppure è l’unica cosa che allo stesso tempo ci tiene così legati alla conoscenza.

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